Essere Social e’ figo?

Essere Social è Figo?Dubbio esistenziale si manifesta in questa tarda sera invernale, un dubbio di tutti, esperti o meno, teorie che sanno di antico, futurismi gravitazionali in barba alle teorie di Newton, una sola domanda io l’aliena o il popolo della rete? “Cosa essere” Social?

Nome e Cognome, condividi, saluti, mi piace, età, orientamento politico, religioso, blog, sito internet, privacy…il gioca jouer del social generalizzato è infinito, ma la sua fine è oramai prossima…

3D 4D moltiplicati per pi greco, pani e pesci, vino e olio, parole sussurrate, non dette, estasi del momento, un mi piace, gioia, venerdì sera, linguaggio da bimbiminchia, numeri al posto di lettere, società del futuro, politica, farmville, cityville, cazzi e mazzi (nuovo partito politico apogeta).

Vi ci rispecchiate? Ebbene siete social, ovvero individui ossessivo compulsivi, in stragrande maggioranza sofferenti di crisi di solitudine o di esibizionismo che si affacciano al web come unica fonte di umana sapienza, o come unica fonte di vetrina, in base alla teoria che nel web passa di tutto, anche il perdente può far successo, allora anche voi potete avere i vostri 50 minuti di seguito, ma finiti i crediti? La carta di credito langue, il business pure, reimpiantate le vostre radici sul suolo e piombate nella vita reale, forse più selettiva e meno finta, ma sicuramente più umana.

Social, social dubbio amletico, e se il mondo non fosse social? Perché il mondo ancora non possiede l’interesse per tali funzioni, si aderisce per moda, per entrare a far parte di una massa globocentrica di individui impazziti, che condividerebbero qualsiasi cosa pur di avere qualche anima persa che disperatamente clicca su di un mi piace.

Ed eccoli i novelli Vanna Marchi, e Stefania Nobile, popolo dei “marchettari” (la k mi rifiuto di inserirla, io amo la grammatica italiana) interfacciarsi sul web, corsi, eventi, pareri insipidi di chi molto spesso non prende una chiara e netta posizione, giusto per salvare il salvabile, tanto per rientrare a far parte della massa del “mi piace” obbligato, stabiliscono cosa sia in e cosa sia out, nessuna possibilità di scelta, aggiungo possibilità INTELLIGENTE di scelta.

E ci si ritrova, volenti o dolenti a dover RIFLETTERE, sui cambiamenti, a volte rimpiangere il passato, la solitudine, l’individualità e la non etichetta forzata.

Il voler appiattire le menti, il renderle tutte “uniformi” improntate a un unico “culto” ha qualcosa di simile ad una dittatura, se a questo mio pensiero unite il fatto che lo pseudo marketing o l’arte della banalità governa il mondo, il gioco è fatto.

Forzare l’interazione, perché più si è meglio è? Essere catalogati in base a gusti e consumi? Siamo arrivati veramente a questo punto? Mi chiedo quando ci apporranno anche il codice a barre sul sedere, almeno potremmo dirci di essere solo e semplicemente un numero “social-in” al supermercato magari ci faranno sconti personalizzati in base alla media dei “mi piace” o del numero di post della settimana, ditelo anche agli operai della Fiat, chissà mai che al posto di cadere dalla padella alla brace, cadranno direttamente nel bidone dell’immondizia.

Se il mondo smettesse di far finta di pensare, e ognuno di noi rientrasse in possesso delle proprie facoltà mentali, allora e solo allora, il genere umano comincerebbe a rifiorire culturalmente.

Quando si scorge la fine nel principio si va più in fretta del tempo. L’illuminazione, delusione folgorante, dispensa una certezza che trasforma il disingannato in liberato. Emil Cioran

5 Comments

  1. Quel “Mi piace” in fondo all’articolo ha un non-so-ché di inquietante.

  2. Non è mia abitudine criticare ciò che non conosco o che non provo in prima persona.

  3. Bah. Discorso facilone. Io credo che prendere così sul serio la questione “Social” e infarcire il tutto con luoghi comuni, appendendo un “Mi piace” alla fine… non risolva poi molto. Visione parziale e piuttosto demagocica.

  4. Credo che il tutto risieda negli occhi di chi legge e di chi è chiamato ad interpretare…”Perdonami Dio se ho peccato di luoghi comuni e di demagogia” Per il resto grazie per aver commentato, non è questa la sede per delle possibili disquizioni letterarie ed ideologiche. Non pretendo di cambiare l’ordine delle cose, pretendo solo di poter esprimere un mio punto di vista.

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