Facebook addicted

Facebook, parola rientrata nel lessico comune, ma che di comune non ha nulla, se non la categorizzazione di social network.

Lo detesto, ma non per un qualcosa in particolare, o perchè io ami andare controcorrente, tanto per dire: perchè diamine c’è bisogno di aggiornare lo stato ogni due secondi proponendo le proprie attività giornaliere? Ma a me, cosa frega? A voi penso men che meno “sono andato in bagno, mi sono lavato”, bene ottimo, la tua igiene ringrazia, “ho starnutito e mi sono soffiato il naso”, cavoli tuoi, vuoi anche un plauso o mi vuoi comunicare la marca dei fazzoletti che usi? E sai il marketing strategico ahahahha.

Per non parlare poi dei link condivisi, di frasi abominevoli o di note che ti capita di leggere pregne di una non grammatica italiana perché come dicono per la globalizzazione o socializzazione del mondo la vera grammatica è stata buttata nel cesso… basta!

Una menzione d’onore meritano le foto, quelle dei profili, sì perché non mi spingo oltre nel visionare album su album, il docu-foto di una vita tradotta in due mesi di “cheese”, sorrisi piantumati e pose pattumate, vorrei campare per altri 10 anni senza bisogno di un infarto.

Qui però è un mio dovere morale fare una distinzione:

  • Generalmente gli uomini o “presunti tali” superati gli anta si mostrano in foto “lavorative”, costipate, stereotipate, ma pur sempre accettabili, aggiungo nella maggioranza dei casi.
  • Mentre per le donne, ahi ahi, si rientra nel cattivo gusto, soprattutto nel gusto che sa di fake, foto prese da google, spacciate per proprie, ammiccamenti modello Lolita, bikini troppo stretti per contenere il ritocco di photoshop, (lo dico perchè talune le conosco di persona, e della balconata impressa sulla foto, rimane solo il desiderio di averla), donne di una certa età mal tenute, che si credono di essere Britney Spears, ci manca solo che intonino “Baby one more time” che poi l’ictus è garantito.

Comunque una cosa ho capito di Facebook, che il brand non conosciuto ti porta ad essere scambiato per un “senza terra” quindi un poveraccio in cerca di… mentre il brand conosciuto e gli adepti che lo appongono e che scrivono idiozie, sono dei Genidioti

Signori miei, personalmente non mi frega che il “mio” brand venga conosciuto, vivo tranquillamente così, ma visto che vi comportate come “bimbiminkia” pur avendo 60 anni ma anche meno, vi dico che alla vostra veneranda età dovreste condonare la vostra demenza, fare atto di pentimento e cercare di imparare un po’ di stile anche se quello sensazionale è innato e imparare un po’ di grazia da chi forse è meno omologato, ma che non ha nulla da temere in termini di confronto.

Scusate per la breve parentesi, torniamo a noi…

Facebook, uno strumento per farsi i fatti altrui, completamente “free”, privo di ogni logica, ma pregno di fake, di egocentrismo e vanità degni di Narciso…

P.s. Assumere una volta al dì, la troppa permanenza può causare stropicciamento oculare, calli alle mani (effetto maschile), nausea vomito e una sorta di ipocondria…

P.p.s. Ma uno che è sempre online su faccialibro e che commenta qualsiasi cosa scritta e che si muova, come fa a lavorare??

P.p.p.s. Con mia grande soddisfazione almeno l’epoca delle immagini che si muovevano è finita…

3 Comments

  1. Grazie!

    Difatti sono un uomo ormai sugli anta e mi mostro in atteggiamento lavorativo (vedi cuffie), ma purtroppo non sono un dj, non lavoro in tv, non faccio video editing… le cuffie servono solo per non far sentire l’audio delle mie conversazioni con l’amante, eheheh

    PS: grazie per l’accettabile (se non sono l’eccezione che sconvolge la regola)

  2. I social network possono essere l’occasione per conoscere persone che altrimenti non avremmo mai incontrato, per condividere notizie e conoscenze. Ne esiste anche un uso distorto ma è dovuto al limite che si pone da solo l’utente. Non sta scritto da nessuna parte che dobbiamo per forza comunicare nel nostro stato, anzi status, che andiamo a farci una doccia, a fare la spesa oppure a stirare. Il commento naturale a tali scritti è un bel chissenefrega. In FB siamo come nel mondo reale, come nella nostra quotidianità. Al limite degli idioti 2.0.

  3. Enrico, lo sai meglio di me, comunicano eccome… non tutti i contatti sono pregni di significato e contenuto, anzi! Divertimento?! Allora divertiamoci, ah i buon Troll di Fb di una volta…li rimpiango! ;)

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