Gentile cliente, noi la odiamo.

caro-clienteCaro cliente,
noi la odiamo. Il lavoro perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico, ripetuto, quando diventa un’ossessione meccanicistica. Diventa una noia. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia sbagliato non mescolarlo all’emozione, all’appetito, al desiderio, alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a relazioni più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi, l‘intensità.
Lei non sa cosa si perde con il suo esame al microscopio dell’attività lavorativa, con l’esclusione degli aspetti che sono il carburante e la infiamma. Componenti intellettuali, fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al lavoro la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni sottili, i suoi elementi inebrianti. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morire di fame, ne sta prosciugando il sangue.
Se lei nutrisse la sua vita lavorativa con tutte le emozioni e le avventure che l’amore inietta nella sua professione, sarebbe l’uomo più potente del mondo. La fonte del potere lavorativo è la curiosità, la passione. Lei sta lì a guardare questa fiammella morire d’asfissia. La creatività non prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati d’animo, non ci sono sorprese nella vita. La creazione deve essere innaffiata di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di gelosia, di tutte le spezie della paura, di viaggi all’estero, di facce nuove, di romanzi, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di danza, di oppio, di vini.

Non due siti uguali. Ma lei non ci permetterà di sprecare parole sulle creazioni; neanche due odori, ma se ci dilunghiamo su questo argomento lei si mette a gridare: Lasciate perdere la poesia, la grafica, i costi aggiuntivi io voglio normalità, peccato che poi tenda sempre a scegliere l’opposto.  Neanche due siti con lo stesso incarnato, e mai la stessa luce, la stessa temperatura, le stesse ombre, mai gli stessi gusti; perché un professionista, quando è infiammato di passione vera, può esprimere i toni più sottili di secoli d’arte. Quante sfumature, quanti cambiamenti d’età, quante variazioni di maturità e innocenza…

Siamo rimasti seduti per ore a chiederci che aspetto lei abbia. Se ha reso i sensi indifferenti al gusto, alla luce, al colore, all’odore, al carattere, al temperamento, a questo punto deve essere completamente avvizzito. Ci sono tanti sensi minori, che buttano come tanti affluenti nel fiume del lavoro, arricchendolo. Solo il battito unito della passione e del cuore può creare l’estasi, la comunicazione, può creare quella cosa che lei cerca ma che desiste nel trovarla, nell’amarla, nel farla propria.

Caro Cliente,

noi lavoriamo per lustro, non ci sono altri motivi che muovono le nostre dita sulla tastiera, le nostre menti verso improponibili missioni, noi siamo, e la dimostrazione di ciò che siamo è scritta solo in noi stessi.

Liberamente tratto da una lettera di Anais Nin ed Henry Miller. Ma questa è solo pura poesia, il resto sono solo parole o questioni di budget, per quello l’Agnelli Arts d’ora in avanti toglierà il form contatti, noi non siamo in vendita, noi siamo, forse percorreremo poca strada, (come molti da 6 lunghi anni dicono) lungo il cammino del web, ma è ora che voi popolo italiota vi diate una svegliata, non siamo la Caritas, non siamo, non  ci facciamo piacere per forza un cliente, giusto perchè forse paga, andiamo avanti da soli, con le nostre idee e  non stimiamo Berlusconi e affini, (o meglio prendiamo le distanze dall’idea oramai dilagante del berlusconiano medio)  non approviamo l’idea di un sistema economico che premia il “ribasso” in termini remunerativi e di qualità, che premia la censura a discapito della libera informazione, non stimiamo i voltagabbana, non stimiamo chi prescinde la verità usando menzogne, rendendoci difficile il lavoro, aumentando l’insopportabile pesantezza di un sistema economico, che non premia chi paga, ma che cerca di parare il culo a chi ha ma non dà…

Con stima e affetto,

Chiara Anna Alessandra Agnelli.

P.s. Premier, se mai lei leggesse queste righe sappia che io mai l’ho votata, che io ne ho piene le palle di pagare per chi non paga, che dovrebbe dare possibilità di sviluppo a noi, gente comune, non premiando i suoi “geni”, e che io non accetto e mai accetterò i suoi deliri, le sue stangate e le sue manie di onnipotenza, ho una famiglia da mantere, e la mia non vale meno della sua, ma non per questo mi permetto di evadere, con tutto che la Patonzola l’ho. E se mi permette, cribbio che Patonzola. Peccato che non sia in vendita, e che non accetti il Viagra, come strumento di coito.

Pace e tanto amore

1 Comment

  1. Alle locuste della casta infame non importa nulla della qualità. La loro attenzione è tutta per la massa grassa indistinta ed abbondante. Sanno che la ricchezza del singolo è modesta, ma che mettendone insieme milioni avranno sempre di che spremere. Hanno già messo a segno diversi colpi per il raggiungimento dei loro biechi obiettivi. La qualità del lavoro, della vita, delle menti, costituiscono un potente mezzo per ostacolare la loro sete di colesterolo e potere, perché possono essere utilizzate per mantenere le coscienze sveglie e vigili, e questo confligge col modello che hanno in mente da tempo: una pletora di inermi col cervello omologato, privati della loro identità, della loto cultura, della loro moneta, della loro religione, delle loro tradizioni, del loro lavoro, delle loro idee, della loro consapevolezza di esseri pensanti. Pedine da muovere o da sacrificare all’occorrenza per difendere il loro signore invisibile: i nuovi lacchè vogliono questo da noi. Hanno capito che la repressione della nostra libertà di creare e di esprimerci, attuata mediante tassazioni oppressive, dittatura fiscale, impedimenti, censura e degrado diffuso, è il modo più efficace per alimentare il torpore e la nebbia, al fine di annullarci.

    Nessun dialogo, nessuna tregua, nessuna pace.

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