<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Artechbrand.it Blog</title>
	<atom:link href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/feed" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web</link>
	<description>Creare il web con Artechbrand.it</description>
	<lastBuildDate>Mon, 13 Feb 2012 11:53:43 +0000</lastBuildDate>
	<generator>http://wordpress.org/?v=2.9.2</generator>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
			<item>
		<title>Sarei stata un fenicottero rosa.</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sarei-stata-un-fenicottero-rosa-2012512.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sarei-stata-un-fenicottero-rosa-2012512.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 13 Feb 2012 10:33:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[web; web guru; editoriale; comunicazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=512</guid>
		<description><![CDATA[Essere, sembrare, sentire e coltivare... maledizione di vita che tarda a compiersi. Non volevo rientrare nei detenuti comuni. Dicono che sono, io penso solo di essere... Sarei stata un fenicottero rosa.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_516" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2012/02/fenicottero-rosa.jpg"><img class="size-medium wp-image-516" title="Sarei stata un fenicottero rosa" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2012/02/fenicottero-rosa-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">Fenicottero rosa</p></div>
<p>Ed è così che accade, un lampo, chiamala se vuoi illuminazione, genio, ti accorgi nel momento stesso in cui la tua mente partorisce un&#8217; idea, un sentore,  ti trovi spoglio di tutto, non hai vestiti ed è come se ti fossi immerso nel ghiaccio  -40 ° per intenderci. Non hai più controllo del tuo corpo, i brividi ti percuotono come fossero spilli puntati su di una bambola voodoo. I tuoi muscoli si muovono, la tua mente crea. Ed è così che ti ritrovi con un nuovo traguardo, una nuova meta, una nuova idea, o forse è così che descriverei il mio stato nel mentre mi appresto a dar vita a qualche “inusuale e insulso” segno del destino.</p>
<p>Mi hanno sempre insegnato, detto, che sarei diventata ciò che avrei voluto essere, università, facoltà, qualsiasi cosa, ma non è stato così, non studiavo Keynes, ma Pessoa, non studiavo Fibonacci ma Vecchioni, metrica e arguzia di stile, ora come ora forse sarei stata un&#8217;ottima inquadrata persona. (W le persone inquadrate che mi spiegano la logica del comune mondo)</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/ZP9kKdYOlmg&amp;feature" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/ZP9kKdYOlmg&amp;feature"></embed></object></p>
<p>Non volevo rientrare nei detenuti comuni, con un lavoro comune, a 23 anni ero la responsabile amministrativa di una società che “gestiva” altre 7 società&#8230; posso dire di aver fatto carriera. Brucio sempre le tappe, e sono diventata la capa di una società, che aspetta solo me, aspetta la mia verve, il mio sorriso, le mie cazziate, aspetta il mio mondo.</p>
<p>Con parole diverse posso dire di essere l&#8217;orgogliosa titolare di un mondo, non fatto a mia immagine e somiglianza, plasmato sulle persone che ho deciso di rendere partecipi. Ho visto, ho coltivato, sono stata zitta, salvo poi dire “Avevo ragione io”, ma anche in quel caso non è stata una vittoria, ma un prendere un fazzoletto e asciugare le lacrime altrui.</p>
<p>Dicono che sono, io penso solo di essere, la diversità a volte è solo un fantasma ma come spettro, tende sempre a riproporsi durante il Natale, passato, presente e futuro.</p>
<p>Potevo essere ma non ho voluto essere.</p>
<p>Scrivo, scrivo, non per me, non per voi, ma per esorcizzare una sorta di malessere, chiamatela noia, ogni tanto azzardo il passo, altre volte estenuanti giri di parole tendono a disperdere il significato, ma per me l&#8217;importante è scrivere.</p>
<p>Non mi importa se ci saranno 5 10 o 70 mi piace, ribadisco che detesto i social anche se&#8230; l&#8217;importante è che io abbia scritto.</p>
<p>Dolore,</p>
<p>risate di un bambino</p>
<p>ventre acuminato,</p>
<p>noia</p>
<p>provata,</p>
<p>sentita,</p>
<p>ipotenusa</p>
<p>stridente</p>
<p>tra le</p>
<p>gambe</p>
<p>del tuo essere,</p>
<p>maldicenza</p>
<p>avvertita</p>
<p>io e te</p>
<p>in bilico sulla</p>
<p>zampa</p>
<p>di un</p>
<p>fenicottero rosa.</p>
<p>Barbara l&#8217;importante è cantare sempre e comunque.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sarei-stata-un-fenicottero-rosa-2012512.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>E&#8217; tutta colpa di Hello Kitty</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/e-tutta-colpa-di-hello-kitty-2011496.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/e-tutta-colpa-di-hello-kitty-2011496.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 11:31:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=496</guid>
		<description><![CDATA[E se Hello Kitty e Monti si fossero uniti per sovvertire il pacifico regime italiota? E se all'improvviso arrivassero gli alieni portando via tasse, Monti, HK, Tremonti, Berlusconi e via dicendo? Fronte liberazione aliena! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/12/casa-hello-kitty.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-498" title="Bankitalia" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/12/casa-hello-kitty-300x229.jpg" alt="" width="300" height="229" /></a><a name="more-6195"></a>C´è una domanda a cui i governi della <strong>terra,</strong> siano essi tecnici, politici o catatonici, devono rispondere se vogliamo avere fiducia nel futuro. La domanda è: qual è l´unità di misura dell´economia? Non esiste scienza, conoscenza o contratto che possa prescindere da un sistema di misura. Nella microeconomia anche la compravendita di una mucca lo pretende.Io compro seicento chili di mucca, alta un metro e mezzo e che fa trenta litri di latte al giorno. Non vale lo stesso per l´economia globale? Riproponiamo allora il problema: qual è l´unità di misura dell´economia? Le Agenzie di rating? Per carità, sono in contrasto tra loro, hanno intimi contatti con gli <strong>speculatori</strong>, sanno solo minacciare e declassare, sono le guide Michelin della sfiga delle nazioni. Allora decidiamo che l´unità di misura è il Pil? Neanche. È una cifra difficile da calcolare e soprattutto da prevedere, viene in continuazione toccato e ritoccato. Un´unità di misura non può essere in balia di tutti come un culo su un autobus. Lo spread? No, col suo nome da bomboletta moschicida , nessuno sapeva che esistesse fino all´anno scorso. Come fidarsi di un´unità di misura di cui abbiamo fatto a meno per secoli? Il default? Vedi spread. Prendiamo allora gli indici di borsa. Ma sappiamo bene che essi crollano e rimbalzano sotto la spinta della paura e dell´emotività. Un´unità di misura deve esser precisa, non viscerale. Non posso chiedere: mi dia un litro di latte, ma un litro fiducioso, non un litro preoccupato . Dobbiamo cercare altrove. Le banche? Non sanno neanche farci capire cosa dobbiamo lasciare prima della porta girevole, possono forse spiegarci l´economia mondiale?<strong> La moneta</strong>? Ma non scherziamo, ogni Paese ne può stampare quanta ne vuole, neanche i falsari ci credono più. Le riserve auree? Già è rischioso girare per strada con un Rolex d´oro, figuriamoci con le tasche piene di lingotti. Il barile di petrolio, allora? No, basta andare in autostrada per accorgersi che dieci benzinai hanno dieci prezzi diversi.<br />
Non avendo trovato nessuna soluzione, siamo costretti a inventare nuove unità di misura. Ad esempio l´evasione fiscale. Se un Paese ha una enorme evasione fiscale, allora è un paese dove si guadagna, quindi è ricco. Ma sorge un problema. Se un governo vuole ridurre l´evasione fiscale, significa che vuole impoverire il Paese? Qualcosa non quadra. Proviamo col gelato. Un cono gelato costava dieci lire poi venti poi cinquanta poi cento, poi è salito a due, tre euro, fino a cinque con puffo e pistacchio, con punte di dieci euro seduti al tavolo e settanta a <strong>Cortina</strong>. Possiamo stabilire un nesso preciso tra costo del gelato, inflazione e redditi. È quindi una buona unità di misura, infatti nei paesi del terzo mondo si mangia poco gelato. Ma appare subito una complicazione: i cinesi, ovvero l´economia più fiorente, non mangiano molto gelato. Basta fare un giro per<strong> Pechino</strong> guardando i volti dei bambini e appare chiaro che hanno una gran voglia di gelato. Quindi, ahimè, neanche questo dolce alimento può misurare l´economia globale. Potremmo tornare alla nostra infanzia, quando noi bambini giocavamo per strada mentre il piccolo Monti chiuso in casa studiava Keynes. Torniamo alle biglie e alle figurine, da sempre unità di misura di ogni baratto e scambio. Ma come immaginare un governo serio che dichiara: «La Figurina italiana è solida, anche in rapporto alla Biglia tedesca». Ci serve qualcosa d´altro. Un´economia, potremmo dire, è tanto più solida quanto più se ne parla, quindi l´unità di misura dell´economia è il decibel. Ma le discussioni sull´economia sono, nei bar e nei media, irosamente discordanti, quindi imprecise. Cerchiamo allora una definizione più scientifica: un´economia è tanto più fiorente quanto maggiore è il numero degli economisti necessari per farla funzionare. Se un Paese ha un <strong>governo tecnico</strong> con quindici economisti bocconiani, è quindici volte più florido di un governo di quindici puttanieri. Ma sono vocazioni diverse, a volte sovrapposte, comunque difficili da misurare. Dobbiamo scartare anche questa ipotesi. Diciamo allora che l´unità di misura dell&#8217; economia di un Paese è la media dei libretti universitari dei laureati alla Bocconi presenti nel governo. In questo caso l´unità di misura italiana sarebbe vicino al ventinove e mezzo. Ma non funziona, c´è anche il Parlamento. Basta uno Scilipoti o un Gasparri, l´unità di misura precipita e con essa l´economia .<br />
Dobbiamo purtroppo prendere atto, alla fine delle nostre considerazioni che non esiste un´unità di misura dell´economia. E ciò che non può essere misurato non esiste, come dicevano gli antichi greci e come dice la Goldman Sachs quando le chiedono dove tiene i soldi.<br />
Anche il governo tecnico quindi non esiste e questi fantasmi ben vestiti che ora reggono la nostre sorti non sono che chimere, miraggi di un riscatto impossibile. Tanto vale andare alle elezioni anticipate. E se fosse questa la soluzione, l´ultima unità di misura? Cioè la data di scadenza di un governo tecnico, come quella scritta con numeri precisi sullo yogurt. No, non illudiamoci. Anche questa misura è nelle mani del mercato e della politica, quindi aleatoria. Ma un nuovo pensiero ci turba. Esiste un´unità di misura della <strong>politica</strong>, quindi esiste la politica? Ne parleremo alla prossima puntata.</p>
<p>“Calcoliamo il Pil con biglie e figurine” di <strong>STEFANO BENNI</strong> da La Repubblica del 30 novembre 2011</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="420" height="315" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/f1ESnpE7Aso?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/v/f1ESnpE7Aso?version=3&amp;hl=it_IT" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Questo articolo ha colpito la mia sbadigliante rumorosa noia pomeridiana, ogni volta mi riprometto di mangiare leggero, ed ogni volta cado in uno stato catatonico digestivo.</p>
<p>Capolavoro di mesta ironia, mesta perchè Benni ha ragione, ironia perchè qualche risata la strappa, lacera la mente altrui offrendo una visione macabramente neramente humor.</p>
<p>E per tutti quelli che mi chiedono, come mai in un blog che si dovrebbe occupare di comunicazione vengano affrontate tematiche politiche?, rispondo:” La politica oltre ad essere <strong>l&#8217;arte di governare</strong>, dovrebbe essere anche comunicazione, l&#8217;arte del comunicare, l&#8217;arte del fare e del dire, l&#8217;arte del mangiare al giorno d&#8217;oggi. Bene comunicano poco i nostri politici, ma mangiano molto, caso vuole non vedrete mai un politico, patito, con le occhiaie, lo zombie Fassino lo abbiamo già, scambiamolo con la rubiconda Merkel, diamine mi sembra veramente che la Panini abbia fatto miracoli da quando gli Sgorbions hanno fatto capolino in Italia, ora li abbiamo in carne ed ossa! Peccato che non siano intercambiabili.</p>
<p>Ma tanto piove sempre sul bagnato, non si misura la ricchezza, ma la povertà, tu arrivi alla seconda settimana del mese? Bene coefficiente 2, tu arrivi alla terza? 3. Siamo numeri, i nostri redditi infatti sono composti da numeri, Equitalia docet, ah Equitalia, Equi..stona, Italia no, anzi calza a pennello&#8230;Proporrei un cambio di nome, Equitassa, Equipresaperilculo, Culoequitale, e via dicendo fino ad arriare a Equitruffaitalianasolidaleinnomediundebitochenonèilnostromasarebbeiloro. Pronuncialo tre volte e vedrai che come per magilla i tuoi debiti verranno accantonati in nome di un Paese fatto da Garibaldini, Fascisti, Romani, Ostrogoti, e chi più ne ha più ne metta, tutti con le iniziali maiuscole all&#8217;insegna  del rispetto rispettoso propenso ad una virtù di smarrimento propria di noi italidioti.</p>
<p>Chiedono sacrifici, a noi, gli altri son sempre diversi,  e penso cosa volete di più da noi&#8230;..anche il nostro sangue?</p>
<p>Forse il segreto sta nel vendere organi, o nel vendere sangue, insomma, che cosa ce ne facciamo di due reni? Di due polmoni? Di due ovaie? Di due testicoli? Di Due mani? Di due Piedi? E soprattutto cosa ce ne facciamo di un cervello? NIENTE!</p>
<p>Monti, Monti, governo governo, chi è il coglione più coglione del reame? Giusto per onore di citazione  voglio riprendere l&#8217;incipit di un mio vecchio articolo, Lei, Voi, chi per Lei, chi per Voi. Credo che pensiate che siamo biglie e figurine, intercambiabili, con la stessa volontà e forza di mantenervi, aumentate i prezzi di benzina, Gpl, diesel, cercate di ritoccare taluni vostri vitalizi, ma non vi dimettete? Ma Signur, siete in metà di mille a fare un “<strong>lavoro</strong>” (ahhahaha diciamo passatempo) che in 20 persone, 30 riuscirebbero a fare?</p>
<p>E diamine, Lei, mi è giunta la famosa voce, è in Bocconi&#8230;<strong>Bocconi carponi</strong>&#8230;quando frequentavo la Statale si diceva così&#8230;non oso pensare cosa voglia dire carponi, ma pretendere prima di noi, l&#8217;ICI dalla Chiesa? Questi posseggono palazzi, terreni e via discorrendo, affittandoli, guadagnandoci, allora anch&#8217;io fondo una mia Chiesa, e più che altro essendo io Buddista, una parte delle mie tasse è possibile che siano destinate a favore del Tibet libero? Ovviamente privando voi, della mia piccola quota di vitalizio?</p>
<p>Monti, Monti, le lacrime della Fornero, mi hanno solo schifata, cosa può capire quella mummia, di sacrifici? Diamine si tiene in vita solo per i lifting e il botox, e Lei? Sarà mica un clone? Mi fido solo del mio <strong>cervello</strong>, e le dirò di più, anche Google ha capito l&#8217;antifona, ora leggo gli adsense, se non sa cosa siano si informi nel breve tempo,  mi propongono di aprire una società in Svizzera per evitare la tassazione italiana, avevo già pensato all&#8217;Inghilterra, ma ora terrò in considerazione entrambe. Tutto ma non l&#8217;Italia, Italietta, teatrino per chi evade e lussuosamente vive, protetto dal governo, e deserto per chi invece vorrebbe investire e viverci. Potrà prendere per i fondelli gli operai offrendo la carota e bastonandoli successivamente, ma sa non siam mica tutti ignoranti, e la Bocconi non è la vita, anzi&#8230;la strada, gli errori, i truffatori che ho incontrato nell&#8217;arco di questi anni mi hanno fatto capire che, il rispetto e la correttezza non sono intercambiabili come biglie o figurine, e quindi il Pil lo misuri a casaccio, magari in Watt o in Kwatt o Cavalli Fiscali.</p>
<p>Lei è solo un teatrante, in preda ad una crisi demenziale acuta, che reputa opportono tassare già chi è tassato, magari sorprendendo l&#8217;evasore in flagrante ma poi grazie ad un buon Avvocato,<strong> la pena </strong>è scontata, (vedi Rossi Valentino, dottore in sticazzi, cavaliere della motocicletta errante, insignito di una laurea allo IULM, per acrobazie in turco finto italiano, così come le sue tasse condonate, nuovo prestidigitatore mediatico) i soldi manco ci fossero i saldi idem, e chi non evade ma dichiara, ma non ha la forza per pagare le tasse, dovendo far fronte a quei famosi sacrifici, dichiarati dalla Fornero con relative lacrime di coccodrillo&#8230;Ma voi in che condizioni siete? Mi dica avete qualche difficoltà ad affrontare la giornata? <strong>Lavorare 6 mesi </strong>per vivere e gli altri 6 per pagare le tasse? Comunicazione Monti, manca la comunicazione, mal comune mezzo gaudio, i sacrifici? Fino a quando anche voi gente della “CASTA” non farete sacrifici per noi, contribuenti normali, comuni, anonimi per modo di dire, non ci potrà mai essere un&#8217;Italia, e io penserò sempre all&#8217;Inghilterra o alla Svizzera come strumento per sopravvivere.</p>
<p>E&#8217; tutta colpa di Hello Kitty, del suo mondo fantasticamente assorbente e della sua opulenza demente che impartisce lezioni stile <strong>Monti</strong>, ma avrei una curiosità: “Monti non mi dica che una delle sue persone ispiratrici, è Hello Kitty?&#8221; Perchè noto alcune affinità, innauguri anche Lei una linea di assorbenti metta la faccia e forse le donne si decideranno a vedere oltre la sua bassethoundesca espressione, magari una qualche forma di intelligenza umana.  HK dominerà il mondo! Sappiatelo! Questo è solo il suo primo passo verso un <strong>NWO</strong> degno di una gattina affamata di soldi e successo&#8230;da non confondere con Barbara Berlusconi!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/e-tutta-colpa-di-hello-kitty-2011496.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Tre(mate)Monti sul comò che facevano l&#8217;amore con la figlia del dottore.</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/tremonti-sul-como-2011485.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/tremonti-sul-como-2011485.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 13:26:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[politica]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=485</guid>
		<description><![CDATA[Monti, Monti delle mie brame, chi è il più cazzone del reame? Fortunelli, fortunati 400 euro regalati! Per modo di dire... diciamo prestati!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-489" title="berlisconi-monti" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/11/berlisconi-monti.jpg" alt="berlisconi-monti" width="307" height="195" />Monti, Monti delle mie brame, chi è il più cazzone del reame? Una nota favola, quella di Biancaneve vedeva la matrigna cattiva davanti allo specchio, in un contesto completamente diverso,  usando parole diverse, chiedere chi fosse la più bella del reame. Le favole sono educative, tutti i libri, diciamo tutti, sono educativi, leggere fa bene al cervello, il sudoku se leggi è scientificamente provato che nel giro di due minuti lo finisci, anche quelli ipersupermegadifficili, poi con 400 euro in più quanti ne puoi comprare? Sapete quanti rotoli di carta igienica, omogeneizzati, pannolini, regali a grandi e piccini, in vista del natale potrete acquistare? Tanti, tantissimi soprattutto se vi rivolgete al mercato cinese.</p>
<p>Tanto poi passeranno mesi prima che quei 400 euro li dobbiate ridare, sì perchè in Italia non esiste il dare senza prendere, qualsiasi cosa poi la richiedono, e non mi stupirebbe se chiedessero anche gli interessi, un po&#8217; come quando si sospende il mutuo per la casa, gli interessi crescono crescono crescono&#8230;senza usare Cialis o Viagra, tutta natura e dopo il periodo di sospensione, il tutto vi viene automaticamente addebitato, già tu coglione che non riuscivi a pagare la rata, zitto e paga tutto, chi diamine te l&#8217;ha detto di fare un mutuo? Vai in affitto!</p>
<p>Sì perchè in Italia prima ti solleticano con talune idee, prospettive, poi però c&#8217;è sempre qualcosa da dare in cambio, e se non vieni solleticato da nulla? Beh qualcosa in cambio lo devi sempre dare, siamo cittadini corretti, onesti, rappresentiamo chi paga, chi si abbassa anche i pantaloni ma tace sempre, meglio di così cosa potrebbero volere? Intimiditi dagli esattori, politicanti vari, dai vicini di casa, da chi forse se ne frega e il cielo sopra di lui è &#8220;sempre più blu&#8221; cit. Apicella, ah no era un tal Rino Gaetano.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/okMxx2tkP6s" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/okMxx2tkP6s"></embed></object></p>
<p>400 Euro per Natale, ho libertà di scelta, peccato che la borsa di Bulgari che ho visto ne costi 700. Cosa faccio ora? Non posso comprarmi una Prada qualunque, a Pavia la comprano dai marocchini, per non parlare di borse di Louis Vuitton, quei 400 euro penso di investirli per la mia prossima maternità, o forse dovrei cedere all&#8217;ammiccante Rossi Valentino, e a Fastweb? Che dilemma, che dubbio amletico, cosa faccio?</p>
<p>Strappandomi i capelli uno ad uno ho deciso che quei 400 euro li metto da parte per luglio 2012, data in cui dovremo ridarli all&#8217;Agenzia delle Entrate, questa presa per i fondelli, l&#8217;ennesima, non la reggo.</p>
<p>Non mi interessa il natale, non essendo cristiana, non mi fregio di muovere l&#8217;economia in periodo natalizio, io acquisto tutto l&#8217;anno, senza i  famosi 400 euro (importo medio stimato a dirla tutta sarebbero 404 un po&#8217; come i trentatre trentini che entrano a Trento), ma mi chiedo e se qualcuno di voi fosse esperto in materia, magari ci si potrebbe confrontare, ma a quando un abbassamento dell&#8217;Irap? Irpeg e via discorrendo? Perché non premiare gli onesti, quando invece gli unici “condonati” sono i disonesti? Monti lei rappresenterà anche il dopo, ma sinceramente trovo più avvincente guardare 28 days later, almeno qualche piccolo colpo di scena carpisce piacevolmente la mia attenzione.</p>
<p>Il dopo Berlusconi, non è sinonimo di “continuiamo l&#8217;opera faraonica di Berlusconi, che tanto gli italiani sono idioti, e perseverano nei loro errori” Strano che mister B abbia lasciato così, strano che lei sia lì, ma insegnare non è meglio di “governare”? La stessa cosa proprio non sono, per quanto intelligente e colto lei possa essere, io non ho scelto di affidare nelle sue mani il mio destino, e sinceramente non glielo avrei affidato, circolano strane voci ma non so se siano veritiere o meno, che lei è nell&#8217;ambiente bancario, quindi potrebbe concedere prestiti senza tag e taen elevati per chi come me vorrebbe investire nel proprio lavoro? Ah già mi ha concesso temporaneamente questi 400 euro, peccato che poi a dicembre debba versare anche l&#8217;acconto Iva per l&#8217;anno successivo, acconto obbligato, perchè se non lo si paga, occorre un ragguaglio!</p>
<p>Io corretta, voi&#8230; forse lo specchio della matrigna cattiva, ricca ed inacidita che voleva solo uccidere Biancaneve per via della sua putrescente purezza.</p>
<p>P.s. Non accetto mele da sconosciuti, nemmeno i famosi 400 euro! E per essere in tema visto che prima ho citato la mia folta chioma, Branduardi fa al caso mio!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/tremonti-sul-como-2011485.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>SensibiLazione letteraria. (L&#8217;arte di far propri i pensieri e mutarli)</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sensibilazione-letteraria-larte-di-far-propri-i-pensieri-e-mutarli-2011473.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sensibilazione-letteraria-larte-di-far-propri-i-pensieri-e-mutarli-2011473.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 15:11:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=473</guid>
		<description><![CDATA[Mascherare, odiare, amare, creare, siamo degni di essere? O forse è meglio essere una sola lettera, in un universo privo di calore, privo di esistenza?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-478" title="pessoa" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/11/pessoa.jpg" alt="pessoa" width="307" height="195" /></p>
<p><span style="font-family: Georgia,Times New Roman,serif;">Alcuni         mesi sono trascorsi dalle ultime cose che ho scritto. Ho         attraversato         un sonno dell’intelletto grazie al quale la mia vita è  stata         la vita di un&#8217; altra, finalmente qualcosa che appartenga anche         ad una         persona qualunque, forse priva di intelletto, ma essere umano,         incapace di sentire, di avvertire quella forma di limbo che è         propria del dolore, della perdita. Ho avuto frequentemente una         sensazione di felicità traslata. Non sono esistita, sono stata         un&#8217;altra, ho vissuto senza pensare.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,Times New Roman,serif;">Oggi,         all’improvviso, sono tornata a ciò che sono o sogno di essere.         E’         stato un momento di grande stanchezza, dopo un lavoro senza         particolare importanza. Ho poggiato la testa contro le mie mani,         con         i gomiti appoggiati all’alto tavolo inclinato. E, ad occhi         chiusi,         mi sono ritrovata.</span></p>
<p>Richieste,       noia, il copione stampato nella mente a chiare lettere, perché       uscire dal coro non porta mai risultati, essere in quanto amalgama       di       algoritmi buttati lì dal caso, il genio, la follia, merce di       scambio, e te li ritrovi lì in piccoli colloqui telefonici, in due       battute, e pensi monologo o mi auto estinguo?</p>
<p>In       un falso sonno lontano ho ricordato tutto quanto ero stata, ed        è con nitidezza della vista di un paesaggio che mi si è alzata       all’improvviso, prima o dopo tutto, la parte larga del vecchio       podere di campagna, dove a metà della visione, l’aia era vuota,       dove il falso sonno regna sovrano, pizzichi come carezze, per       risvegliarsi da un torpore sconosciuto, per molti forse ambito, ma       la       mente non regna laddove esiste piattezza, laddove nessuno si       premura       di leggere queste quattro righe, in fin dei conti l&#8217;orologio       economico segna sempre meno uno.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/xnslQaGKj44" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/xnslQaGKj44"></embed></object></p>
<p><span style="font-family: Georgia,Times New Roman,serif;">Ho       sentito subito l’inutilità della vita. Vedere, sentire, ricordare,       dimenticare: tutto questo mi si è confuso in un vago dolore ai       gomiti, alla mente mormorante di idee, di nuove sfide, visioni       interposte a ciò che siamo ma che forse saremmo se solo, se solo       accordassimo la nostra chiave di violino, un regno senza principi,       vassalli e valvassori, un regno nostro, solo nostro, la quiete       dell&#8217;ufficio calmo, è per me fonte di un turbato rilassamento.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,Times New Roman,serif;">Quando         ho appoggiato le mani sul tavolo inclinato e ad esso ho rivolto         lo         sguardo che doveva essere di una stanchezza piena di mondi         morti, la         prima cosa che ho visto, nel vedere, è stata una grossa cimice         (assordante ronzio) posata sullo stanco faretto. L’ho         contemplata         dal fondo dell’abisso, anonimo e sveglio. Aveva dei toni verdi         di         una pianta di soia con un luccichio ributtante ma non brutto.         Una         vita, la stessa vostra vita, clienti in preda a crisi         angosciose, ed         angoscianti, eravate voi dinnanzi a quella creaturina verde,         svolazzante, in cerca di calore.</span></p>
<p><span style="font-family: Georgia,Times New Roman,serif;">Chissà         se per ignote forze supreme (dei o demoni della Verità, clienti         o         amici nella cui ombra erriamo), anch’io non sarò la cimice         verdastra che si posa un attimo davanti a voi ? Un pensiero         facile ?         Un’osservazione già vecchia ? Una filosofia senza sostanza ?         Forse; ma io non ho pensato: ho sentito. E’ stato carnalmente,         direttamente, con un orrore profondo e ho fatto il risibile         paragone.         Sono stata cimice quando mi sono paragonata ad una cimice. Mi         sono         sentita cimice quando ho creduto di sentirla. E mi sono sentita         un’anima di cimice, ho dormito da cimice, mi sono sentita         rinchiusa         in un piccolo tovagliolo di bianca carta, come una cimice. E il         più         grande orrore è che nello stesso tempo mi sono sentita io,         buttata nel wc, schiacciarla vorrebbe dire provocare un odore         denso, meglio una lenta agonia annacquata.  Senza         volere ho alzato gli occhi verso il soffitto, nel caso non         scendesse         su di me un righello supremo per schiacciarmi, o un foglio di         carta per legare le mie ali ronzanti,  come io potrei         schiacciare quella cimice con il mio righello o precludere il         suo volo verso il suo caldo giaciglio di un rifugio. Per         fortuna, quando ho         abbassato gli occhi, la cimice senza fare rumore era sparita, un         riparo tra i molti libri, sopravvivere ad un rigido inverno,         calore         della carta, rifugio dei sensi. Involontariamente l’ufficio era         di         nuovo privo di filosofia.</span></p>
<p>Io cimice fuori stagione, voi carta       da buttare al macero, vincerà la cimice, nonostante tutto, perchè       la volontà di soppravvivere è virtù di pochi, mentre voi piccoli       pezzi di carta, potrete essere riciclati al cambio di stagione, pochi mesi e       tornerete sotto mentite spoglie in questo gioco che non avrà mai       fine.</p>
<p>Ringrazio Fernando Pessoa, per i suoi pensieri, per il suo malessere tradotto in parole.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/sensibilazione-letteraria-larte-di-far-propri-i-pensieri-e-mutarli-2011473.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Gentile cliente, noi la odiamo.</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/gentile-cliente-noi-la-odiamo-2011461.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/gentile-cliente-noi-la-odiamo-2011461.html#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 13 Oct 2011 09:53:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[clienti]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=461</guid>
		<description><![CDATA[C'è da riesumare non da riassumere. Rievochiamo il vecchio regime fiscale, quello in vigore nel 1800. Ma rivoglio anche i conti e i marchesi, quelli sì che mi facevano ridere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/10/caro-cliente.jpg"><img src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/10/caro-cliente.jpg" alt="caro-cliente" title="caro-cliente" width="307" height="195" class="alignleft size-full wp-image-470" /></a>Caro <strong>cliente</strong>,<br />
noi la odiamo. Il       lavoro perde ogni potere quando diventa esplicito, meccanico,       ripetuto, quando diventa un&#8217;ossessione meccanicistica. <strong>Diventa una       noia</strong>. Lei ci ha insegnato più di qualunque altro quanto sia       sbagliato non mescolarlo all&#8217;emozione, all&#8217;appetito, al desiderio,       alla lussuria, al caso, ai capricci, ai legami personali, a       relazioni       più profonde che ne cambiano il colore, il sapore, i ritmi,       l<strong>&#8216;intensità</strong>.<br />
Lei non sa cosa si perde con il suo esame al       microscopio dell&#8217;<strong>attività lavorativa</strong>, con l&#8217;esclusione degli       aspetti       che sono il carburante e la infiamma. Componenti intellettuali,       fantasiose, romantiche, emotive. Questo è quel che conferisce al       lavoro la sua struttura sorprendente, le sue trasformazioni       sottili,       i suoi elementi inebrianti. Lei sta rimpicciolendo il mondo delle       sue sensazioni. Lo sta facendo appassire, morire di fame, ne sta       prosciugando il <strong>sangue</strong>.<br />
Se lei nutrisse la sua vita lavorativa con       tutte le <strong>emozioni</strong> e le avventure che l&#8217;amore inietta nella sua       professione, sarebbe l&#8217;uomo più potente del mondo. La fonte del       potere lavorativo è la curiosità, <strong>la passione</strong>. Lei sta lì a       guardare questa fiammella morire d&#8217;asfissia. La creatività non       prospera nella monotonia. Senza sentimento, invenzioni, stati       d&#8217;animo, non ci sono sorprese nella vita. La creazione deve essere       innaffiata di lacrime, di risate, di parole, di promesse, di       gelosia,       di tutte le spezie della paura, di viaggi all&#8217;estero, di facce       nuove, <strong> di romanzi</strong>, di racconti, di sogni, di fantasia, di musica, di       danza,       di oppio, di vini.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/0Ug3mkIK720" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/0Ug3mkIK720"></embed></object></p>
<p>Non due <strong>siti</strong> uguali. Ma lei non ci       permetterà di sprecare parole sulle creazioni; neanche due odori,       ma se ci dilunghiamo su questo argomento lei si mette a gridare:       Lasciate perdere la poesia, <strong>la grafica</strong>, i costi aggiuntivi io voglio normalità, peccato che poi tenda sempre a scegliere l&#8217;opposto.  Neanche due siti con lo stesso       incarnato,       e mai la stessa luce, la stessa temperatura, le stesse <strong>ombre</strong>, mai       gli       stessi gusti; perché un professionista, quando è infiammato di       passione vera, può esprimere i toni più sottili di secoli d&#8217;arte.       Quante sfumature, quanti <strong>cambiamenti </strong>d&#8217;età, quante variazioni di       maturità e innocenza…</p>
<p>Siamo rimasti seduti per ore a chiederci       che aspetto lei abbia. Se ha reso i sensi indifferenti al <strong>gusto</strong>,       alla       luce, al colore, all&#8217;odore, al carattere, al <strong>temperamento</strong>, a       questo       punto deve essere completamente avvizzito. Ci sono tanti sensi       minori, che buttano come tanti affluenti nel fiume del lavoro,       arricchendolo. Solo il battito unito della passione e del cuore       può       creare l&#8217;estasi, la <strong>comunicazione</strong>, può creare quella cosa che lei       cerca ma che desiste nel trovarla, nell&#8217;amarla, nel farla propria.</p>
<p>Caro Cliente,</p>
<p>noi lavoriamo per lustro, non ci sono       altri motivi che muovono le nostre dita sulla tastiera, le nostre       menti verso improponibili missioni, noi siamo, e la dimostrazione       di       ciò che siamo è scritta solo in noi stessi.</p>
<p>Liberamente tratto da una lettera di       Anais Nin ed Henry Miller. Ma questa è solo pura poesia, il resto       sono solo parole o questioni di budget, per quello l&#8217;<strong>Agnelli Arts</strong> d&#8217;ora in avanti toglierà il form contatti, noi non siamo in vendita, noi siamo, forse percorreremo poca strada, (come molti da 6 lunghi anni dicono) lungo il cammino del web, ma è ora che voi <strong>popolo italiota </strong>vi diate una svegliata, non siamo la Caritas, non siamo, non  ci facciamo piacere per forza un cliente, giusto perchè forse paga, andiamo avanti da soli, con le nostre<strong> idee </strong>e  non stimiamo <strong>Berlusconi</strong> e affini, (o meglio prendiamo le distanze dall&#8217;idea oramai dilagante del berlusconiano medio)  non approviamo l&#8217;idea di un sistema economico che premia il &#8220;<strong>ribasso</strong>&#8221; in termini remunerativi e di qualità, che premia la censura a discapito della libera informazione, non stimiamo i voltagabbana, non stimiamo chi prescinde la verità usando menzogne, rendendoci difficile il lavoro, aumentando l&#8217;insopportabile pesantezza di un sistema economico, che non premia chi paga, ma che cerca di parare il culo a chi ha ma non dà&#8230;</p>
<p>Con stima e affetto,</p>
<p>Chiara Anna Alessandra Agnelli.</p>
<p>P.s. Premier, se mai lei leggesse queste righe sappia che io mai l&#8217;ho votata, che io ne ho piene le <strong>palle</strong> di pagare per chi non paga, che dovrebbe dare possibilità di sviluppo a noi, gente comune, non premiando i suoi &#8220;geni&#8221;, e che io non accetto e mai accetterò i suoi deliri, le sue stangate e le sue manie di onnipotenza, ho una famiglia da mantere, e la mia non vale meno della sua, ma non per questo mi permetto di evadere, con tutto che la Patonzola l&#8217;ho. E se mi permette, cribbio che <strong>Patonzola</strong>. Peccato che non sia in vendita, e che non accetti il Viagra, come strumento di coito.</p>
<p>Pace e tanto amore</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/gentile-cliente-noi-la-odiamo-2011461.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>1</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Questo è tutto per te&#8230; Dario</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/questo-e-tutto-per-te-dario-2011449.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/questo-e-tutto-per-te-dario-2011449.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 23 Aug 2011 10:33:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=449</guid>
		<description><![CDATA[In loving memory ... Restare immobile, convincendomi che il tempo si fermasse con me, era questo che volevo: non un'attesa ma un vuoto.
Andare lontano, vivere, anche questo volevo.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/08/in_loving_memory.jpg"><img src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/08/in_loving_memory.jpg" alt="In Loving memory" title="In Loving memory" width="307" height="195" class="alignleft size-full wp-image-455" /></a>Restare immobile, convincendomi che il tempo si fermasse con me, era questo che volevo: non un&#8217;attesa ma un vuoto.<br />
Andare lontano, vivere, anche questo volevo.<br />
Mi chiedevo come sarebbe stata la vita, come avrei reagito nel momento in cui l&#8217;avessi trovata&#8230;Ma poi, chissà se l&#8217;avrei trovata, lì o altrove, la vita, o avrei scoperto che non poteva esister per me altro che la mia vita; così inesorabilmente costretta nella gabbia della mia individualità, così inderogabilmente legata all&#8217;essenza del mio sentire.</p>
<p>La curiosità genera paura, e l&#8217;unico pericolo nell&#8217;ignoto è l&#8217;errore che diventa colpa.</p>
<p>Una persona poco amata non può permettersi errori, ma una persona che vuole amore deve rischiare: desiderare è a peggior condanna per colui che teme.</p>
<p><object style="width: 425px; height: 350px;" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/qcQ3iegpZTc" /><embed style="width: 425px; height: 350px;" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/qcQ3iegpZTc"></embed></object></p>
<p>Boato del tempo,<br />
la meridiana<br />
delle<br />
tue<br />
labbra<br />
dipana<br />
le furenti<br />
ombre<br />
del<br />
deserto,<br />
talismano<br />
del<br />
tuo feretro.</p>
<p>Parole, rimangono solo parole, “Capacità di sunto Chiara, fosse la volta buona che la impari, in Svizzera, devi andare in Svizzera, qui in Italia non c&#8217;è posto per gente come te, come noi, avrei tanto voluto che alla tua età qualcuno mi dicesse questo, salutami la bella Sophie, dalle un bacio da parte mia, pensa alle tue bimbe.”  Beh mi hai preceduto, ma la regola del “Just in time” per me non vale&#8230;<br />
Il tempo, la vita, assurdo gioco di specchi, e fanculo a chi parla, senza averti minimamente conosciuto, a chi si macchia i vestiti di finte lacrime prestate all&#8217;occorrenza, giusto per essere nel ruolo, come sempre, come chi forse altrimenti, non riuscirebbe a ridere&#8230;</p>
<p>Noi siamo qui.</p>
<p>Chiara e Sonia.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/questo-e-tutto-per-te-dario-2011449.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Lancia Y, no lusso, no party?!</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/lancia-y-no-lusso-no-party-2011395.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/lancia-y-no-lusso-no-party-2011395.html#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 25 Jul 2011 14:53:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=395</guid>
		<description><![CDATA[Lusso o non lusso questo è il problema, quando poi diventa un diritto? Demenzialità apocalittica. Eremiti danzando sulle note di un motore, si affacciano alla realtà di lusso lillesco, ma averla è il sogno di molti, possederla l'impeto di pochi.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/07/chaplin.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-400" title="chaplin" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/07/chaplin.jpg" alt="" width="260" height="172" /></a>Sono in preda  a convulsioni, mentali e fisiche dopo essermi sorbita l&#8217;ennesimo banner pubblicitario della neonata in casa Lancia, Lancia Y, la vettura borghese, trendy, sinonimo di lusso, Bon Ton e via discorrendo, anche Vicent Cassel la userebbe se non fosse che è una Lancia e non una Bugatti!</p>
<p>Veline, prezzemoline, prezzolandine compratela ve ne prego, almeno <strong>farete felici le agenzie di marketing</strong>, quelle pubblicitarie e di moda, sì perchè il “Lusso è un diritto” come forse l&#8217;educazione e il galateo, quello di “Buongiorno, non esistono più le mezze stagioni, e neppure gli operai.” Tramutati in vessilli sindacali, debiti allo sciacallaggio pro tempore di un tempura servito freddo al ristorante giapponese ah ma non eravamo operai? Diamine il giapponese è una cosa da ricchi.</p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="350" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/eDdI7GhZSQA" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="350" src="http://www.youtube.com/v/eDdI7GhZSQA"></embed></object></p>
<p>Stretto riserbo sul  nome dell&#8217;agenzia che mi sta letteralmente depistando le ovaie con codesta pubblicità virale, e che cerca di farmi capire che <strong>non è la qualità che oggi si desidera</strong>, ma il lusso, ah se andassero di pari passo entrambe le cose avremmo tutti il super-mega macchinone, sfrecceremmo in tangenziale in barba agli autovelox, tanto chi ama il lusso ama gli autovelox lussuosi, quelli per intenderci che se non ti immortalano a 200km con un sorriso tipo Spongebob, manco ti considerano.</p>
<p>Pur di vendere una macchina, si venderebbero anche il loro posto di lavoro, sì perché mi sembra tutto un contro senso, varata la manovrINA finanziaria, (chiamarla manovrina è roba da Patrick Stella, Tremonti docet) varati i nuovi tagli, varate le nuove tasse e qui pur di vendere una macchina comune, normale, la si spaccia per “il lusso” è un diritto?</p>
<p>Cari signori pubblicitari, cara Lancia/Fiat/Alfa Romeo, caro governo (in tutti i sensi) ma un minimo di rispetto rispettoso verso coloro che posseggono 500/600, Alfa Sud, Euro 2, 15, e chi più ne ha più ne metta? Il lusso non è un diritto, al massimo è un dovere. Va bene far pubblicità nel senso più volgare e demente del termine, ma vi siete equiparati a chi pubblicizza pannolini, suvvia, a quando la versione marchiata Hello Kitty?  Un consiglio se forse vi foste muniti di velina prosperosa, avreste venduto più modelli, cercate di appiattire la logica del mercato, propinando lussuosi modelli, (<strong>che poi il lusso comprando una lancia Y mi deve essere spiegato</strong>) ma parcheggia da sola? Si ha l&#8217;entrata nei locali più &#8216;in&#8217; incorporata? Si parcheggia direttamente nei locali? E Marta Marzotto cosa dice? Spopolerà a Cortina magari munita di sci e snowboard, ah magari se ne compro una la posso usare come soprammobile?</p>
<p>Poveri gli operai che si indebitano per arrivare a fine mese, poveri coloro che non hanno lavoro, e che si sentono in difetto per non riuscire a sopperire alle richieste della famiglia, poveri coloro che pagano le tasse ad un entità astratta e confusa, poveri nel senso letterale del termine.</p>
<p>Mi hanno insegnato che pagare le tasse è un diritto/dovere, ma forse voi non sapete nemmeno di cosa io stia parlando, forse una Lancia Y mi farà volare sulle ali del lusso, magari <strong>accompagnata da un ottimo commercialista capace di farmi apprezzare e indebitare per comprare un mio diritto</strong>&#8230;</p>
<p><strong>Il lusso è un diritto?</strong> Il diritto è un lusso, di tutti coloro che si sbattono quotidianamente perché esso venga applicato.</p>
<p>P.s. Avreste potuto giocare con altri termini, il risultato sarebbe stato d&#8217;impatto, forte e congruente con l&#8217;italico mercato, strano che non abbiate riciclato una famosa frase di Obama, ma per quello c&#8217;è sempre tempo, nevvero?!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/lancia-y-no-lusso-no-party-2011395.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Piccole donne regrediscono</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/piccole-donne-regrediscono-2011378.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/piccole-donne-regrediscono-2011378.html#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 06 Mar 2011 13:49:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=378</guid>
		<description><![CDATA[Una pubblicità trasmessa su di un canale Sky per bambini, ha completamente ammaliato la mia attenzione.
Bambola Mattel chiamata Barbie, suo fidanzato “secolare” Ken: “Il fidanzato perfetto, che sa sempre cosa dire” recitava lo slogan dello spot pubblicitario... I miei fanciulleschi sogni amorosi, si sono infranti su di un pezzo di plastica.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-379" title="ken findanzato perfetto" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/03/ken-barbie.jpg" alt="ken findanzato perfetto" width="307" height="195" />Mattinata di cazzeggio familiare, ma la tranquillità è presto finita, una pubblicità trasmessa su di un canale  Sky per bambini, ha completamente ammaliato la mia attenzione.<br />
Bambola Mattel chiamata Barbie, suo fidanzato “secolare”  Ken (riassunto di una monotona love story) : <strong>“Il fidanzato perfetto, che sa sempre cosa dire”</strong> recitava lo slogan dello spot pubblicitario.</p>
<p><strong>I miei fanciulleschi sogni amorosi, si sono infranti su di un pezzo di plastica.</strong> Così come se avessi fatto indigestione di sogni, di fantasia, i miei “miti”, i miei giochi di un tempo, come è possibile che ora siano diventati così omologati?<br />
Sì perché se una volta,  ai vari soggetti della famiglia Mattel eravamo noi piccole donne a dare vita, storia, a far sì che potessero godere di attenzione, sonno, delusioni amorose, ora invece tutto è prestabilito, basta schiacciare un pulsante e questa imitazione del nostro amato Ken registra ciò che noi vogliamo che dica, niente più spontaneità, l&#8217;esemplare femminile arriva al punto di registrare ciò che vuole sentirsi dire, usando come mezzo una Barbie!<br />
I fallimenti di Ken sono finiti, ora ovviamente Barbie saprà gestire completamente anche i “dialoghi” e non solo le azioni fantasiose del suo amato.</p>
<p>I litigi? Le gelosie? Saranno studiate a tavolino, e non in “corso d&#8217;opera” niente più delusioni, niente più fantasia, niente sorprese, l&#8217;omologazione anche tra i bambini regna sovrana.</p>
<p>Ken “sa sempre cosa dire”? “Quindi è il fidanzato perfetto”? <strong> La perfezione è pura utopia e finzione</strong>, a mia figlia ho sempre insegnato che <em>“&#8230; anche dalla merda può nascere un fiore” (cit. De Andrè)</em> ma la cacca di Ken odora di plastica: ora.</p>
<p>Mi chiedo cosa le bimbe odierne possano imparare riguardo le relazioni o i rapporti interpersonali, fare ciò che si vuole o far dire ciò che si vuole non è un buon transfert psicologico, la vita non è mai semplice, e <strong>avrei preferito che su queste bambole ci fosse il parental control</strong> che va tanto di moda, cosicché anche il genitore assente riesca a controllare quali frasi l&#8217;amato ken possa blaterare.</p>
<p>La perfezione è dire le cose al momento giusto, bah ai miei tempi veniva premiato il coraggio degli spasimanti anche se dicevano cose non “puntuali” e fa nulla se prima del dire esiste il fare.<br />
I rapporti non sono mai univoci se si vuole premiare la fantasia perché non regalare libri, tele e colori a questi bambini? Ah già non sono di moda.</p>
<p><strong>Aspetto un Ken con le funzioni di social, almeno posso farlo bannare e non se ne parla più</strong>!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/piccole-donne-regrediscono-2011378.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Essere Social e&#8217; figo?</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/essere-social-figo-2011369.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/essere-social-figo-2011369.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 21 Jan 2011 13:13:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[web 2.0]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=369</guid>
		<description><![CDATA[Nome e Cognome, condividi, saluti, mi piace, età, orientamento politico, religioso, blog, sito internet, privacy...il gioca jouer del social generalizzato è infinito, ma la sua fine è oramai prossima...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-371" title="Essere Social è Figo?" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2011/01/post1.png" alt="Essere Social è Figo?" width="307" height="195" />Dubbio esistenziale si manifesta in questa tarda sera invernale, un dubbio di tutti, esperti o meno, teorie che sanno di antico, futurismi gravitazionali<em> in barba alle teorie di Newton</em>, una sola domanda io l&#8217;aliena o il popolo della rete? <strong>“Cosa essere” Social?</strong></p>
<p>Nome e Cognome, condividi, saluti, mi piace, età, orientamento politico, religioso, blog, sito internet, privacy&#8230;<strong>il gioca jouer del social </strong>generalizzato <strong>è infinito</strong>, ma la sua fine è oramai prossima&#8230;</p>
<p>3D 4D moltiplicati per pi greco, pani e pesci, vino e olio, parole sussurrate, non dette, estasi del momento, un mi piace, gioia, venerdì sera, linguaggio da bimbiminchia, numeri al posto di lettere, società del futuro, politica, farmville, cityville, cazzi e mazzi (nuovo partito politico apogeta).</p>
<p><strong>Vi ci rispecchiate?</strong> Ebbene siete social, ovvero <strong>individui ossessivo compulsivi</strong>, in stragrande maggioranza sofferenti di crisi di <strong>solitudine o di esibizionismo</strong> che si affacciano al web come unica fonte di umana sapienza, o come unica fonte di vetrina, in base alla teoria che nel web passa di tutto, anche il perdente può far successo, allora anche voi potete avere i vostri 50 minuti di seguito, ma finiti i crediti? La carta di credito langue, il business pure, reimpiantate le vostre radici sul suolo e piombate nella vita reale, forse più selettiva e meno finta, ma sicuramente più umana.</p>
<p>Social, social dubbio amletico, <strong>e se il mondo non fosse social?</strong> Perché il mondo ancora non possiede l&#8217;interesse per tali funzioni, si aderisce per moda, per entrare a far parte di una massa globocentrica di individui impazziti, che condividerebbero qualsiasi cosa pur di avere qualche anima persa che disperatamente clicca su di un mi piace.</p>
<p>Ed eccoli i novelli Vanna Marchi, e Stefania Nobile, popolo dei “marchettari” (la k mi rifiuto di inserirla, io amo la grammatica italiana) interfacciarsi sul web, corsi, eventi, pareri insipidi di chi molto spesso non prende una chiara e netta posizione, giusto per salvare il salvabile, tanto per rientrare a far parte della massa del “mi piace” obbligato, stabiliscono cosa sia in e cosa sia out, nessuna possibilità di scelta, aggiungo possibilità INTELLIGENTE di scelta.</p>
<p>E ci si ritrova, volenti o dolenti a dover RIFLETTERE, sui cambiamenti, a volte rimpiangere il passato, la solitudine, l&#8217;individualità e la non etichetta forzata.</p>
<p>Il voler appiattire le menti, il renderle tutte “uniformi” improntate a un unico “culto” ha qualcosa di simile ad una dittatura, se a questo mio pensiero unite il fatto che lo pseudo marketing o l&#8217;arte della banalità governa il mondo, il gioco è fatto.</p>
<p><strong>Forzare l&#8217;interazione, perché più si è meglio è?</strong> Essere catalogati in base a gusti e consumi? Siamo arrivati veramente a questo punto? Mi chiedo quando ci apporranno anche il codice a barre sul sedere, almeno potremmo dirci di essere solo e semplicemente un numero “social-in” al supermercato magari ci faranno sconti personalizzati in base alla media dei “mi piace” o del numero di post della settimana, ditelo anche agli operai della Fiat, chissà mai che al posto di cadere dalla padella alla brace, cadranno direttamente nel bidone dell&#8217;immondizia.</p>
<p>Se il mondo smettesse di far finta di pensare, e <strong>ognuno di noi rientrasse in possesso delle proprie facoltà mentali</strong>, allora e solo allora, il genere umano comincerebbe a rifiorire culturalmente.</p>
<blockquote><p>Quando si scorge la fine nel principio si va più in fretta del tempo. L&#8217;illuminazione, delusione folgorante, dispensa una certezza che trasforma il disingannato in liberato. Emil Cioran</p></blockquote>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/essere-social-figo-2011369.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Il tempo del gioco&#8230;</title>
		<link>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/il-tempo-del-gioco-2010356.html</link>
		<comments>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/il-tempo-del-gioco-2010356.html#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 16 Nov 2010 13:04:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chiara</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicattiva]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.artechbrand.it/creazioni-web/?p=356</guid>
		<description><![CDATA[Il Tempo del gioco è finito, ho capito che ci sono giochi dementi e giochi intelligenti, ma sono pur sempre giochi... ho capito che non è la sola passione che fa muovere le cose, ma anche l'orgoglio e la determinazione negli obiettivi, ho capito che la mediazione delle volte serve ma la maggior parte delle volte serve solo per uno scopo divino...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2010/11/Game1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-359" title="Game" src="http://www.artechbrand.it/creazioni-web/wp-content/uploads/2010/11/Game1.jpg" alt="Il tempo del gioco" width="307" height="197" /></a><strong>Il Tempo del gioco è finito</strong>, ho capito che ci sono giochi dementi e giochi intelligenti, ma sono pur sempre giochi, ho capito che con certe persone non mi voglio misurare non per paura ma solo per noia o forse perché in comune non abbiamo niente, ed è come se parlassi con un gibbone, ho capito che non è la sola passione che fa muovere le cose, ma anche l&#8217;orgoglio e la determinazione negli obiettivi, ho capito che la mediazione delle volte serve ma la maggior parte delle volte serve solo per uno scopo divino, e come tale rimane un &#8220;mistero&#8221;, ho capito che <strong>appena si vede il talento quasi tutti sono pronti a sopprimerlo</strong>, non facendo chissà cosa, ma cercando di deviare la tua natura verso la &#8220;loro&#8221;, ho capito che se vuoi una cosa te la devi prendere, usando tutte le tue doti e tutti i tuoi difetti, e se sei una persona intelligente e se fallisci una missione, la prossima sarà sicuramente migliore, qualcosa in più farai, ciò che deve importare a te stesso è la tua crescita, la tua esperienza&#8230; Ho capito che se per talune persone un giorno è rosso e un giorno è nero, tu non devi seguirle, <strong>sappi apprezzare anche la coerenza</strong>, i colori sono colori, le percezioni sono percezioni, ma la verità è ambigua come la menzogna, non è universale. Ragiona sempre in base alla tua esperienza, questo ho imparato, che nessuno è nato per fare una cosa, la vita ti calamita verso un punto sta a te decidere come arrivarci. Non sopportare, tanto non serve a niente, non odiare serve meno di meno, ma apprezza l&#8217;arte, la creatività, la tua mente.<br />
Non importa dove arriverai, non importa quali strade prenderai, ma <strong>se rispetterai te stesso</strong> allora e solo allora, gli altri crederanno che forse tu sarai la differenza&#8230;</p>
<p>E non ti deve importare se fuori c&#8217;è il sole o la pioggia, la nebbia ti fa apprezzare entrambe le condizioni, ciò che vedi non è sempre la realtà, ciò che non vedi a volte può essere un tuo incubo vuoi forse smettere di sognare?</p>
<p>Affronta le tue paure, gestisci le tue risorse, aumenta la tua esperienza, <strong>fai in modo che la tua mente non dipenda da niente e da nessuno</strong>, solo così arriverai ai tuoi perché. Tutti noi ci poniamo domande, le tue meritano una risposta, non immediata, non consumabile, delle volte ti arriverà come fulmine a ciel sereno, altre volte arriverà in base al tuo vissuto, altre ancora arriverà quando meno te lo aspetti, ma le risposte ricorda sempre si infrangono sullo scoglio chiamato vita..ma se smetti di essere te stesso, se cedi alla vita, e se ti rifiuti di imparare gli insegnamenti che quotidianamente ti vengo offerti, allora sarai solo un licheno, che come un piccolo parassita vive grazie ad altri,  non curandosi di ciò che altrimenti potrebbe essere.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.artechbrand.it/creazioni-web/comunicattiva/il-tempo-del-gioco-2010356.html/feed</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

